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Niscemi- “Mi muovo in bici”

BIKE SHARING:

“MI MUOVO IN BICI” è un innovativo sistema di noleggio in condivisione di biciclette (Bike sharing), che rappresenta un modo alternativo di muoversi in città per contribuire a diminuire il traffico e a ridurre l’inquinamento.

Il bike sharing prevede che siano installate delle stazioni in diversi punti della città dove collocare le biciclette. Le biciclette sono bloccate e sono utilizzabili dopo averle sbloccate o con una chiave o con una tessera contactless (RFID).
Il servizio non è quindi generalmente usufruibile da tutti ma richiede una registrazione per la consegna delle chiavi o della tessera: in questo modo si scoraggiano i furti poiché si è a conoscenza di chi ha utilizzato la bicicletta in quel momento.

FINANZIAMENTI:

Molti dei servizi su abbonamento funzionano grazie a partenariati pubblici e privati. Parecchie città europee, tra le quali Lione,Parigi, Londra, Barcellona e Stoccolma, hanno preso accordi con compagnie pubblicitarie che forniscono il comune con migliaia di biciclette a titolo gratuito (o sottocosto). In cambio alle agenzie pubblicitarie viene permesso di apporre della pubblicità sia sulle biciclette che in altri punti della città.

OBIETTIVO:

L’obiettivo principale del servizio è quello di ridurre la circolazione dei veicoli all’interno della città. Il progetto mira inoltre a ridurre l’inquinamento atmosferico, creano un’atmosfera accogliente nella città, e favorire l’attività fisica e fitness.

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Naturale o frizzante? Niscemi, arriva la “casa dell’acqua”

 

Anche a Niscemi presto ci sarà la casa dell’acqua. Anzi no, le case dell’acqua. Dovranno essere tre le case dell’acqua dislocate in altrettanti punti del centro abitato, al fine di venire incontro a quelle che sono le legittime esigenze di rifornimento idrico della popolazione niscemese.

Sicura, buona e controllata. Il controllo avviene in quanto purificata dalle sostanze indesiderate (i sapori sgradevoli, i batteri, i residui organici e inorganici) che possono infiltrarsi nelle fonti da cui attingono gli acquedotti; permettendo a tutti i cittadini di riappropriarsi di un bene così prezioso come l’acqua.
Aperto 24 ore su 24. Inoltre è un’acqua viva per il non trovarsi “ingabbiata” nella plastica: l’acqua naturale avrà il prezzo di (0,04 €), mentre quella gassata costerà (0,05 €) al litro.

Contraddistinta dai fontanelli anni ‘70 e realizzata dal Comune in collaborazione con gli uffici della Ripartizione LL. PP ed Ambiente siti in Niscemi, consentirà l’erogazione di “acqua potabile di qualità”.

“La gazzetta nissena” sostiene che “si tratta dell’installazione di tre distributori automatici di acqua alla spina naturale e gassata refrigerata per la vendita diretta al consumatore dell’acqua di rete mediante tessere prepagate e ricaricabili,  in modo da ridurre il consumo dell’acqua minerale in bottiglie di plastica e vetro e di conseguenza gli impatti ambientali”.

La prima casa dell’acqua, sarà realizzata a piazza Martiri di Nassiriya, vicino l’ospedale; la seconda a piazza mons. Cosimo Federico nel quartiere Piano Mangione e la terza, a piazza Gaetano Scirea, ovvero nel parcheggio antistante lo Stadio comunale “Santa Maria”.

“Il progetto”, spiega l’assessore Carlo Attardi, ”elimina il trasporto su camion di milioni di bottiglie di plastica, riducendo così notevolmente le immissioni nocive di Co2 nell’atmosfera”.

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Decreto di sfratto per il Commissariato di Niscemi

Sono numerose le problematiche che investono la comunità niscemese: la questione Muos, che rende insicuri i cittadini circa la tutela della salute; l’alto tasso di disoccupazione, soprattutto quella relativa ai giovani, che si vedono costretti a  spostarsi all’estero, con la speranza di trovare un posto di lavoro.
Ultima, ma non meno importante, una notizia che non ci si aspetta: il Commissariato di Niscemi ha ricevuto un ordine di sfratto.
“Sulla struttura pende un decreto di sfratto che solo per senso civico e spirito di collaborazione i proprietari dell’immobile non mettono in esecuzione”, sostiene “Rete Chiara”, redazione del comprensorio nisseno.

La questione è stata segnalata dal Sindacato italiano lavoratori polizia Cgil con una nota a firma dei segretari Pino Pardo e Lino Mastrantonio.
«Le condizioni strutturali – affermano i due sindacalisti – ma anche quelle igieniche e funzionali dello stabile, peggiorano di giorno in giorno per l’impossibilità di eseguire le necessarie manutenzioni. Nel frattempo accade anche che il Commissariato perda rilevanti unità di organico, importanti figure professionali, senza le quali rischiano di venire meno importanti servizi ai cittadini, dalla semplice ricezione di denunce all’indispensabile controllo del territorio».

«Nel giro di pochi anni – aggiungono – sono stati sottratti all’organico del Commissariato ben sette ufficiali di polizia giudiziaria: quattro sovrintendenti e tre ispettori, mentre altri due ispettori, già assenti per ferie pre-pensionamento e prolungata malattia, andranno via entro l’anno».

Data la prossimità delle elezioni per il nuovo sindaco, è bene che i futuri candidati siano consapevoli delle responsabilità di cui , con tale incarico , dovranno farsi carico. Le questioni più urgenti, ad oggi, sembrano essere essenzialmente tre: salute, disoccupazione, sicurezza. Ne saranno all’altezza?

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Niscemi: riparte il torneo interquartiere di calcio a 5

Per il calcio d’inizio è tutto pronto.
Stasera riparte il “Torneo interquartiere di calcio a 5″ con la presenza di oltre 70 match: il tutto durerà quasi un mese.
Le categorie che si scontreranno sono numerose “pulcini, esordienti, allievi, juniores, senior amatoriale e senior élite”, così come lo sono i quartieri “Piazza, Macello, Vacirca, Trappeto, Marinnuzza, Madonna-Scuperto, Sperlinga-Vascelleria e Valle Pozzo-Piano Mangione”.

Come riporta la “gazzettanissena”, “le fasi preliminari ed eliminatorie del Torneo, in programma nella prima decade di luglio vengono disputati nei campi di calcio a 5 “Giovanni Paolo II”  del quartiere “Sacro cuore” e “La Gristina-Parisi della “Casa del volontariato” (ex plesso San Giuseppe), mentre le semifinali e le finali, in piazza Vittorio Emanuele dal 11 al 18 luglio prossimi, dove sarà allestito un campetto di calcio a 5 in erba sintetica fornita dalla “Street Soccer Cage Sicilia” di cui è referente Sergio Carastro di Pedara”.

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Niscemi e la sua storia

Niscemi è un comune italiano di 28.027 abitanti del libero Consorzio comunale di Caltanissetta in Sicilia.

È il terzo comune del consorzio per numero di abitanti dopo Gela e Caltanissetta.

Geografia fisica

 Territorio

Il centro abitato è situato su un altopiano posto a 332 metri dal livello del mare. Il comune ha una superficie di 9.654 ettari per una densità abitativa di 293 abitanti per chilometro quadrato. Niscemi è situata su una collina rientrata nella parte dei Monti Ereie alle pendici degli Iblei, con un panorama occidentale sulla vallata del fiume Maroglio e la Piana di Gela.  Dista 77 km da Caltanissetta, 92 km da Catania, 67 km da Enna, 188 km daMessina, 192 km da Palermo, 60 km daRagusa, 127 km da Siracusa e 298 km daTrapani.

Il territorio di Niscemi si inserisce in un contesto geologico caratterizzato da colline argillose mioceniche, ricoperte da un ampio mantello di sabbie plioceniche, tufi calcarei e conglomerati.

Storia

 Toponimo

Sull’origine del nome sono state formulate varie ipotesi. Secondo alcuni documenti il nome del feudo su cui fu costruito il borgo ha sempre avuto nome Niscemi: in alcuni documenti antichi, tale nome è riportato in latino come Nixenum, ma fu anche chiamato Nixima e successivamente Niscimi. Secondo questa teoria il nome è di derivazione araba ed è dato dalla composizione di Ni che è quasi certamente la contrazione dell’arabo beni che vuol dire uomini e scemi che significherebbesiriani: in virtù di queste considerazione Niscemi potrebbe significare Uomini Siriani o Gente Siriana

Origini

La presenza di insediamenti umani nel territorio di Niscemi, risale all’epoca neolitica, in particolare tra il III ed il II millennio a.C., come testimoniano dalla presenza di numerose tombe a forno scavate nella roccia.

Tracce attribuibili alla cultura sicana risalgono, invece, ad un periodo risalente alla prima età dei metalli. Si trattava, principalmente, di piccoli villaggi che vivevano di caccia e agricoltura e che vivevano in capanne di paglia. Durante questo periodo erano diffuse l’industria litica, ceramica e quella relativa alla produzione di utensili di uso quotidiano.

Successive testimonianze di insediamenti nel territorio di Niscemi si possono ricostruire grazie alla presenza delle necropoli con le tombe a tholos e a forno nel periodo castellucciano, risalenti al XIII secolo a.C.durante la tarda età del bronzo. A conferma di ciò, un passo del secondo volume delDizionario Topografico della Sicilia, redatto daVito Amico, riporta: «sia nei fianchi che nelle falde del colle occorrono sepolcri anche per corpi giganteschi, monete di ogni metallo, vasi, lucerne, ampolle, e più di un pavimento saccheggiato coll’epigrafe Alba si è rinvenuto». Durante questo secolo i villaggi castellucciani si trasformarono progressivamente in insediamenti fortificati, probabilmente a causa dell’avvento dei siculi, che costrinsero gran parte delle popolazioni più pacifiche a spostarsi verso territori più tranquilli.

A partire dal VII secolo a.C., successivamente all’insediamento dei coloni rodio-cretesi nel territorio di Gela, le campagne del territorio niscemese furono occupate per poter essere coltivate intensamente: sorsero numerose fattorie, i terreni furono lottizzati e le risorse naturali sfruttate al massimo. Tuttavia, a partire dal V secolo a.C., in seguito alla seconda invasione cartaginese, la relativa tranquillità degli insediamenti nel territorio di Niscemi, fu sconvolta e molti abitanti furono costretti a fuggire e ad abbandonare le loro fattorie.

Nel III secolo d.C. la vasta plaga, situata circa ad un chilometro ad occidente del centro abitato odierno, compresa tra il fiume Achates ed il fiume Gela, fu assegnata al patrizio Calvisio e prese il nome di Plaga Calvisiana. Sorse un fiorente villaggio che sopravvisse fino al IX secolo d.C., quando gli arabi lo distrussero definitivamente.

Successivamente gli arabi costruirono un borgo fortificato sulla collina dove sorge l’attuale centro abitato e vi diedero il nomeFata-nascim (passo dell’olmo), accorciato in un successivo momento in Nasciam. Durante l’occupazione araba il regime della proprietà fondiaria ed i sistemi di coltivazione della terra cambiarono radicalmente: i vasti latifondi furono suddivisi in piccoli lotti, eccetto per le proprietà demaniali, la coltivazione dei cereali e la pastorizia furono ristrette solo ai terreni adatti, si provvedette alla ripopolazione del manto boschivo, si intensificò la produzione di olio e si introdussero le coltivazioni di carrubbo, gelso, pistacchio e nocciolo. Nella metà del XIII secolo, tuttavia, a causa delle lotte interne tra musulmani e normanni, la cittadina fu completamente distrutta e i suoi abitanti furono costretti a fuggire in cerca di un luogo più sicuro dove vivere.

A seguito della conquista normanna, il nome della città divenne, con diploma del 1143,Nixenum. Diventato un feudo rustico il territorio subì radicali mutamenti fin quando, nel 1324, un ramo della famiglia Branciforte, si trasferì da Piacenza in Sicilia (XIII secolo) e comprò la terra di Nixenum.

Ma la tradizione fa risalire la nascita del paese al racconto che nel 1599, Andrea Armao, un pastore del bosco di Santa Maria(che divenne poi il nome della città), avesse smarrito un bue, di nome Portagioia, e, dopo averlo cercato invano nella boscaglia, lo trovò chino davanti a una fonte di acqua dove vi era l’immagine di una Madonna, secondo la leggenda dipinta da mani angeliche su una tela di seta. Lì venne costruita una chiesa che rappresentò il centro del piccolo nucleo di abitazioni. Anche in tempi attuali, nonostante la posizione in periferia, la chiesa ricopre una notevole importanza simbolica per gli abitanti di Niscemi.

Nel 1626 donna Giovanna Branciforte, vedova del nobile Giovanni Branciforte e Barrese (+1623), a nome del figlio Giuseppe (1619 -1675), prese possesso della baronia di Niscemi. Due anni dopo, per far conferire i titoli nobiliari al figlio chiese ed ottenne dal cardinale Giovanni Doria la licentia populandidel feudo di Niscemi. La neonata baronia di Niscemi era costituita da quattro feudi, anche se taluna documentazione ne riporta l’esistenza di quattordici. Il centro del borgo fu scelto vicino al bosco di Castellana, ove la leggenda narrava del ritrovamento del quadro della Madonna. Le strutture pre-esistenti, a causa delle precarie condizioni economiche, non furono distrutte, ma riutilizzate. Non fu costruito un castello, ma si scelse di adoperare, come avamposto di difesa, una torretta sita in contrada Castellana.

Nel 1640 Giuseppe Branciforte e Branciforte decise di dare un nuovo assetto urbanistico al borgo, disegnando una nuova planimetria secondo le pratiche urbanistiche del tempo, che prevedevano la presenza di una piazza centrale in cui emergeva la Chiesa Madre.

Nel 1693 il terremoto del Val di Noto, che distrusse buona parte della Sicilia orientale, danneggiò buona parte del borgo di Niscemi, pur non provocando vittime. Si rese necessaria la ricostruzione di gran parte dell’abitato, tuttavia la planimetria non mutò, ma le principali chiese furono ricostruite nel luogo originale di edificazione.

Età contemporanea

Il 19 marzo 1790 le terre a sud del centro abitato furono sconvolte da un rivolgimento tellurico di proporzioni paurose, caratterizzato da aperture della terra e dall’emissione di calore ed emissioni nauseabonde. Sorse, inoltre, un piccolo cono vulcanico che emetteva vapore e calore. Lo sconvolgimento, tra lo spavento della popolazione, durò per otto giorni consecutivi.

Il 10 ottobre 1838 Re Ferdinando II, con tutto il suo seguito, passò da Niscemi, lamentandosi con l’amministrazione della città per il pessimo stato delle strade. Il 12 gennaio 1848la città prese parte all’insurrezione popolare contro il governatore borbonico e il 24 maggio 1860 aderì alla rivoluzione garibaldina. La sera del 26 luglio 1860 i soldati garibaldini furono ospitati presso la Chiesa di Sant’Antonio da Padova e, nella stessa chiesa, si votò, il 21 ottobre dello stesso anno il plebiscito che sancì l’annessione della Sicilia all’Italia.

Successivamente all’unità d’Italia il paese fu scosso da violenze, furti e rapine a danno principalmente di nobili: la banda, a cui capo vi era Salvatore Di Benedetto, soprannominato Parachiazza, imperversò nelle campagne per diversi anni, finché fu definitivamente sgominata. Il figlio diParachiazza, Matteo Di Benedetto, uccise nel1864 Salvatore Masaracchio, all’epoca dei fatti sindaco di Niscemi.

Nel 1891 un gruppo di giovani intellettuali niscemesi fondò il Fascio dei Lavoratori, secondo in tutta la Sicilia, dopo quello diCatania. Di ispirazione socialista, consentì ai contadini di ottenere, nel 1897, la lottizzazione e l’assegnamento delle terre demaniali ex feudali.

Nel 1922, subito dopo l’instaurazione del regime fascista, il militante socialista Salvatore Noto fu assassinato nella piazza principale del paese da squadristi fascisti.

Tra le due guerre mondiali Niscemi fu caratterizzata da un nuovo periodo turbolento, caratterizzato da rapine, scassinamenti e violenze varie, causate principalmente dalla miseria e dalla disoccupazione. Molti lavoratori si organizzarono in associazioni e lottarono per la concessione delle terre incolte. Gli stessi fenomeni si verificarono anche dopo la seconda guerra mondiale: nel1946 una manifestazione popolare, a cui parteciparono più di quattromila lavoratori, degenerò in violenze e saccheggiamenti. Le proteste dei lavoratori si concluserò nel 1951, quando gran parte dei lavoratori, preferirono emigrare in cerca di lavoro.

Negli anni quaranta del XX secolo imperversò il banditismo nel territorio e prese piede la cosiddetta Banda dei Niscemesi, con velleità autonomiste, i cui capi erano Rosario Avila e Salvatore Rizzo. Rosario Avila fu trovato morto nel 1946, dopo che su di lui era stata messa una taglia. Con la sua morte l’intera banda si disgregò e tutti i suoi componenti furono tutti catturati o uccisi.

Il 12 ottobre 1997 si verificò un evento franoso. La frana non causò vittime ma provocò il danneggiamento di decine di edifici e lo sfollamento di 117 famiglie del quartiere Sante Croci della città. Complessivamente rimasero senzatetto circa cinquecento persone. Risultò particolarmente danneggiata la Chiesa delle Sante Croci che, successivamente, fu demolita. Gran parte delle case che furono danneggiate erano state costruite abusivamente nel corso deglianni sessanta. Solo dopo quattordici anni dall’evento, nel 2011, le famiglie colpite sono state risarcite del danno subito. Nello stesso anno, inoltre, sono stati definitivamente abbattutti tutti i ruderi delle abitazioni inagibili.

Tra gli anni ottanta e gli anni novanta, la città è stata soggetta ad una escalation di problemi di legalità, che hanno causato, nel1992 e nel 2003, il commissariamento della giunta comunale per condizionamento mafioso.

Dal 1991 è in funzione, in contrada Ulmo, un centro di trasmissioni radio navali degli USAcostituito da 41 antenne, dipendenti dalla base aera di Sigonella. Nello stesso sito, nel gennaio del 2014, sono stati portati a termine i lavori per la costruzione del sistema di comunicazione satellitare del MUOS. Il MUOS è un sistema ad alta frequenza utilizzato per le telecomunicazioni militari. Secondo un report effettuato nel 2011 dal professor Massimo Zucchetti, docente delPolitecnico di Torino, l’attivazione del MUOSpotrebbe provocare, a causa del campo elettromagnetico emanato dall’impianto, danni alla salute (come tumori e leucemie), all’ambiente (per la costruzione del sistema è stato profondamente modificato il paesaggio naturale della Riserva naturale orientata Sughereta) ed al traffico aereo (per interferenze di onde elettromagnetiche).

Il 21 settembre 2014, a seguito di un referendum confermativo, la popolazione di Niscemi ha votato a favore del distacco dalLibero Consorzio dei Comuni di Caltanissettae dell’adesione al Libero Consorzio Comunale di Catania. In seguito alla delibera del consiglio comunale di giorno 26 ottobre 2015 Niscemi dichiara la volontà di aderire allaCittà metropolitana di Catania. L’adesione è stata tuttavia bocciata dalla commissione Affari istituzionali dell’ARS.

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